“Il più grande genio con cui io abbia mai superlavorato”


(By Maria Letizia Cerica)

 Il titolo di questo articolo arriva dal frammento preso da un’intervista degli anni Novanta, che sto citando a memoria. Ho lavorato su questa intervista anni fa per il mio secondo libro su Prince e mi è rimasta abbastanza impressa, perché coinvolgeva molte persone che avevano lavorato con lui negli anni precedenti e riportava le loro testimonianze.

Questa specifica frase arrivava da un PR che aveva lavorato per alcuni anni con Prince, gestendo i suoi rapporti con l’Europa.

Mi è tornata in mente in questi giorni, mentre sto lavorando ad un articolo pubblicato nel giugno del 1981, sempre un’intervista a Prince, curata da Chris Salewics per NME.

Questo testo affronta in modo capillare - il modo in cui un giornalista europeo poteva in qual momento guardare ad un fenomeno in ascesa come quello di Prince, che aveva da poco pubblicato Dirty Mind - il contenuto dell’album e lo scandalo che ne era conseguito.

Qui - accanto all’analisi e alla discussione sui temi presenti in quell’album - sono già visibili alcuni patterns importanti, che riguardano il modo in cui Prince si rapportava con quelli che lavoravano con lui e per lui.

Quando si trattava del suo lavoro e della tutela della sua indipendenza, Prince diventava una persona spietata.

Chi lavorava per lui doveva seguire i suoi tempi (folli, sappiatelo) e non doveva mai mettere in discussione le sue scelte, altrimenti la porta di uscita era già aperta e pronta all’uso.

Dal suo punto di vista questa era una scelta del tutto legittima, persino ovvia. Se fosse qui, vedremmo nei suoi occhi uno sguardo meravigliato.

“Sono io a dettare le regole o no?” - risponderebbe.

(termina la lettura dell’articolo cliccando sul link a Substack:)

(English version on Substack 👇)

https://substack.com/@princehesback/note/p-209103273?r=56bg5p&utm_medium=ios&utm_source=notes-share-action




Comments

Popular Stuff

Welcome!

Something about: Prince: He’s Back!

How many roses to cover an abyss #10 Survey 1, detective A